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Anche io Allevi.

January 7th, 2009

Visto che lo fanno tutti, anche io vorrei parlare di Allevi. Lo faccio da un punto di vista inusuale e finora inesplorato, nel senso che ho deciso di fare una cosa inaudita (che mi ha fatto perdere un sacco di tempo) , una cosa mai fatta prima dai critici di Allevi. Ovvero, ascoltare la sua discografia.

Poiche’ ho scelto un approccio cosi’ originale, inizio con le mie conclusioni a riguardo: se non avessi tutta la discografia dei Lacrimosa, ci sarei cascato.

Dopo le conclusioni, l’inizio. Dunque, Allevi non fa musica classica. Non fa musica “classica” se per classica intendiamo il significato accademico della musica “classica”, ovvero una musica che si svolge secondo alcuni canoni del periodo romantico, eccetera eccetera.

Il fatto che Allevi non faccia musica strettamente “classica”, tuttavia, non significa nulla. Voglio dire, neanche i Dimmu Borgir fanno musica classica, eppure mi piacciono molto. Ma il problema e’ che la stragrande maggioranza della musica che le persone ascoltano NON e’ classica, e quindi come obiezione vale ancora meno.

Bisogna,cioe’, andare a verificare il valore della musica. Se ci aspettiamo che le opere di Allevi siano ricordate nei secoli dei secoli, secondo me ci illudiamo: a meno che non si faccia un concorso tipo “the best of lift music”, difficilmente qualche critico musicale riuscira’ a notare qualche novita’ nella musica di Allevi.

E’ vero: in ogni disco Allevi ha piazzato qualche disarmonia di quelle che piacciono molto ai cultori della musica dodecafonica, circa due per ogni disco. Le ha piazzate di solito nelle ultime due canzoni, che nessuno ascolta perche’ i pochi sopravvissuti a 65 minuti di ascensore in genere ne hanno le palle piene della musica che hanno sentito sull’ascensore medesimo.

In ogni caso, se doveste rimanere 65 minuti dentro un ascensore, la musica che ascoltereste (qualora ci sia musica in ascensore, come capita ultimamente con risultati che andrebbero vietati da qualcuno, uno qualsiasi) alla fine conterrebbe uno-due spunti interessanti , negli ultimi due brani.

Sia chiaro: sono quelle cose che mandano in visibilio quelli che ascoltano i brani leggendo contemporaneamente lo spartito, cioe’ personaggi cui della musica (intesa come fonte di emozioni) frega assai poco.

Il resto della musica di Allevi e’ , come ho gia’ detto, musica che mi aspetto di ascoltare in ascensore, o nelle attese che precedono le chiamate: e’ ottima per passare il tempo alleggerendo l’atmosfera, e l’esecuzione e’ quella che ci si aspetta quando un’azienda paga un professionista per ottenere un jingle: otterra’ qualcosa di professionalmente perfetto, perlomeno adatto all’uso.

Questo non significa che io sia a favore o contro: una delle caratteristiche piu’ detestabili della cultura mainstream e’ quella di obbligare tutti a prendere una posizione pro o contro qualcosa, entrambe le posizioni essendo elevate al parossismo, cioe’ all’esaltazione estrema.

A chi risponde che Allevi stia devastando il senso musicale o seminando velleita’ rispondo molto semplicemente che se qualcuno si mostra disposto a comprare qualcosa, quasi sicuramente arrivera’ qualcuno e gliela vendera’.

C’e’ pero’ un punto che vorrei sottolineare. E lo faro’ con un esempio: anni fa , in vacanza ad Interlaken (Svizzera) ho assistito ad una scena buffa. Ero in un ristorante di qualita’ discreta, il quale offriva una scelta di vini che in Italia e’ piu’ che normale: ne’ troppo ne’ poco.

Questo, in un paese birra-oriented , significa che si trattava di un ristorante da sommelier. Quello che vidi fu un cameriere che arrivo’ con una bottiglia di vino nel panno, lasciando che l’ “esperto di vini “di una tavolata accanto alla mia (somigliava curiosamente a Fausto Bertinotti) lo valutasse. Dopo che l’esperto ebbe annuito, il ragazzo verso’ un poco di vino dentro un bicchiere. L’esperto lo esamino’ sollevandolo, annuso’ il vino, poi lo assaggio’. A quel punto, e solo a quel punto, la bottiglia di vino da 169 franchi svizzeri fu sua.

Qual’e’ il problema? Il problema e’ che il bicchiere era parzialmente colorato, cioe’ inadatto a valutare i riflessi del vino, la luce si trovava dietro la schiena dell’uomo ed era una luce elettrica molto fredda, il vino era troppo freddo per poter essere odorato e l’assaggio duro’ troppo poco perche’ si potesse apprezzare il vino. E per questo i signori pagarono 169 franchi svizzeri un vino che in Italia troverete al supermercato a 4 euro per bottigliona da un litro e mezzo. Forse c’e’ anche per tetrapak.

Ora, chi ha sbagliato in questo processo? Non il ristorante. Dal punto di vista del ristorante, se un mio cliente e’ cosi’ fesso che vuole essere preso per i fondelli a pagamento, il ristorante fa benissimo a fornirgli la presa per i fondelli che preferisce. E’ un po’ come quando chiedete un prosciutto crudo magro e dolce: con questi requisiti e’ una merda stracolma di conservanti (1), ma nessuno ve lo dira’ mai.

Se voi pretendete di sapere che il prosciutto migliore sia quello magro e dolce, e’ ovvio che qualcuno ve lo vendera’, e ve lo fara’ pagare come se fosse il migliore. Dal punto di vista del negoziante non c’e’ disonesta’: dopotutto, voi potreste DAVVERO andare matti per un prosciutto al cromo.

Allo stesso modo, magari quel signore svizzero andava MATTO per il tevernello al punto da pagarlo 169 franchi svizzeri: perche’ mai il ristorante non avrebbe dovuto soddisfarlo? L’errore, quindi, era nel signore che , se e’ stato imbrogliato, lo e’ stato perche’ lo ha chiesto.

Possiamo dividere il caso in due:

  • Il signore svizzero sa che sta comprando un trash-vino, ma secondo lui esso va pagato 169 franchi svizzeri perche’ selezionare trash ha valore. In tal caso non e’ stato truffato , perche’ ha avuto cio’ che voleva al prezzo che voleva.
  • Il signore svizzero NON sa che sta comprando un trash-vino, non sa distinguere il vino dal gasolio, ma gli serve quell’acquisto per esibirsi: in tal caso, i 169 franchi svizzeri sono da considerarsi il prezzo di un palcoscenico che il ristorante gli ha fornito.

In entrambi i casi, tutto l’errore sta nell’acquirente: non spendi 169 franchi svizzeri per una bottiglia se non te ne intendi davvero, cioe’ se non sai apprezzarne il valore. Se non sai capire  perche’ quel vino abbia un valore,  non lo sai godere. Dunque, perche’ lo paghi, quando sei nelle condizioni di un serpente che paga di piu’ una bicicletta perche’ di marca?

Lo stesso dicasi di Allevi. Allevi non sta facendo nulla di male: se c’e’ gente che non saprebbe riconoscere la  suoneria del cellulare da Wagner, ma intende spendere 40 euro di CD per fingere di capirne, non c’e’ nulla di male a vendergli quella musica. I fatti sono due: o quelle persone godono effettivamente della musica di Allevi, ed allora non c’e’ nulla di male avendergliela, oppure la scambiano per musica classica e pagano per l’illusione (piu’ o meno condivisa socialmente) di ascoltare musica classica; anche in questo caso, perche’ non soddisfare il cliente?

Cosi’, sono dell’ opinione che Allevi sappia benissimo quello che sta facendo. Sta facendo una musica briosa e tintinnante , un “pimp my beethoven” , su richiesta di un pubblico che vuole vantarsi di ascoltare musica classica. Per soddisfare i piu’ pretenziosi di loro, si atteggia a genio, in modo da far sentire queste persone come “seguaci di un genio”. Tuttavia, vuole ricordarci che sa anche suonare, inserendo una o due disarmonie alla fine di ogni disco: come dire “attenti critici del cazzo, perche’ se voglio vi faccio rimangiare la penna“.

Non credo di poter imputare ad Allevi di stare diffondendo cattivi esempi o di stare spacciando soldi falsi: qui non siamo nella situazione nella quale la vittima e’ in buona fede. Chi straparla della “tecnica di Allevi” sa benissimo di non saper distinguere una chiave di sol da una giraffa, e quindi SA di essere in cattiva fede, cosi’ come il signore svizzero sapeva bene di stare mentendo ai commensali fingendo di essere un sommelier.

E’ il fatto che l’acquirente sia in cattiva fede a farmi “assolvere” gli intenti di Allevi: chi si atteggia a classicista discettando della sua musica moderna ma colta sa benissimo di essere ignorante, e sa benissimo di essere in cattiva fede. Sa benissimo che non potrebbe discutere di musica neanche con il direttore di una banda di paese, e sa benissimo di essere un ammasso di fuffa: mi sembra logico rendergli la vita, se non difficile, almeno costosa.

Sicuramente lo troverei una merda se vendesse a mia nonna un CD dicendo che si tratti di musica classica, essendo mia nonna dichiaratamente ignorante (cioe’ in buona fede riguardo a se’ medesima) ed affidandosi lei al venditore. In questo caso viene tradita una fiducia, come quando si spacciano soldi falsi.

Ma se l’acquirente parte gia’ in cattiva fede, truffarlo e’ giustissimo: se date soldi falsi ad uno che pur non capendone una cippa si spaccia per esperto di falsificazioni monetarie, non state commettendo un atto moralmente disdicevole, perche’ non c’era buona fede sin dall’inizio.

Allora, riassumo la mia posizione. Allevi sarebbe un truffatore se il suo pubblico fosse in buona fede, cioe’ se fosse un pubblico dichiaratamente ed onestamente incolto che dice “io di musica non capisco sega, fammi conoscere la musica classica”. Ma il suo pubblico e’ velleitario e in cattiva fede, e dice “Maestro, dammi qualcosa di degno delle mie sopraffine orecchie, sicuramente diverse da quella massa che ascolta musicaccia pop“. E a quel punto il maestro gli incula 40 sacchi di CD di musica da ascensore.

Cioe’, qui si fa giustizia cosmica, altroche’.

La soluzione al discorso di Allevi ci sarebbe se ci fosse l’onesta’ di comprare cose che si possano capire.Supponiamo che tutto questo virtuosismo di cui si vanta Allevi sia vero. Cioe’ supponiamo di avere di fronte le nuove Variazioni Goldberg. Se io non ne so godere, perche’ non capisco nulla, non le compro. Se invece racconto a me stesso e agli altri di poter apprezzare le nuove Variazioni Goldberg, ed e’ falso,  fa bene lui a dirmi che “quella sia musica classica dal linguaggio colto”.

Se tutti si limitassero a comprare cose che siano in grado di capire, Allevi non venderebbe perche’ quelli davvero in grado di godere “una musica colta” non lo comprerebbero riconoscendo la truffa ,e tutti gli altri non lo comprerebbero per principio pensando di non saperne godere, vero o falso che sia.

Il punto della questione e’ che io NON so godere del vino, dunque al massimo ci spendo 10 euro. Se mi viene proposta una bottiglia sopraffina mi ritiro perche’ non ne so godere. Allora, se arriva l’ Allevi del vino e mi dice “questo e’ un vino infinitamente buono, delicato, complesso, e blabla“, io piuttosto ordino una coca media.

Se io invece spendessi quei trecento sacchi per quel vino sopraffino ben sapendo di non saper godere di un vino simile, avrei fatto una cazzata sia nel caso sia davvero buono (ma tanto non lo distinguerei dalla Coca, perche’ spendere cosi’ tanto?) sia nel caso in cui sia una truffa, perche’ sapevo di esservi esposto per ignoranza.

Se arriva un compositore e mi dice che lui fa musica colta e molto tecnica, presumibilmente oltre le mie possibilita’, io non la compro. Se la compro ugualmente, posso avere un CD che non capisco oppure una truffa : in entrambi i casi avrei fatto male a comprare il disco. E la colpa e’  solo mia ,che ho agito in maniera velleitaria. Non di chi me la vende.

Allevi riesce nel suo intento perche’ appena dice di fare musica colta a migliaia la vanno a comprare pur sapendo di non saperla capire, nemmeno nel caso sia vero che si tratti di musica colta.

Ma qui e’ l’acquirente che e’ in cattiva fede: perche’ non accontentarlo, allora?

Uriel

(1) I salumi si conservano con il sale, le spezie, il fumo, il grasso. Senza questi ingredienti la carne va in putrefazione. Se e’ dolce, magro, non affumicato e senza spezie, deve contenere conservanti. O sapere di carogna. A loro discolpa c’e’ da dire che quando un prosciutto e’ grasso, tendenzialmente diventa dolce perche’ il grasso assorbe e neutralizza il sapore del sale.Ma aquel punto non puo’ essere magro. Oppure, ultimo caso, hanno fatto ingerire del cromo al maiale per colorare di rosso anche il grasso, dandogli l’aspetto di un prosciutto magro.

P.S: visto il numero di farlocchi, metto in moderato tutto il forum, anche quelli registrati su Disqus , per la notte (cioe’ quando non posso ripulire quasi subito) . Di giorno, quando ho tempi di intervento brevi, lasciero’ mano libera ai registrati. Non fate caso, quindi, al tempo che ci mettono i commenti ad apparire.

Il Preside. La mia vita con Assurbanipal

  • Elisabetta
    Nessuna protesta, per carità! Vorrei solo la possibilità di esprimere un'altra campana.
    Per capire la produzione di Allevi non basta fare lo sforzo di ascoltare la sua discografia, ma è necessario sfogliare le sue partiture, per pianoforte e per orchestra. La loro presenza sta a significare che la sua è una musica colta, cioè scritta. Una musica che per essere composta e suonata non può prescindere da una competenza accademica, cioè dalla padronanza della notazione scritta.
    Faccio anche notare che ci sono forti motivazioni politiche e di parte che vogliono Allevi non appartenere al mondo della musica classica, perchè la "gratuità"(per le casse dello stato) della sua esperienza artistica, può diventare una seria minaccia al sistema di erogazione dei fondi pubblici a vantaggio della cultura musicale.
    E' meglio dunque che Allevi venga rinnegato dal mondo classico da cui proviene.
    Elisabetta
  • post molto acuto, complimenti. però vorrei far notare una cosa: il successo di allevi non è dovuto alla sua presunta bravura o al fatto della musica da ascensore travestita da musica classica. il successo di allevi è stato decretato dai media, troppo pigri per cercare da soli qualcosa da proporre nella rubrica "musica", quindi succubi dell'ufficio stampa più aggressivo. casualmente, quello pagato dal discografico di allevi. ecco tutto. probabilmente solo in italia di pianisti che incidono dischi in stile-allevi ce ne sono altri centocinquanta, ugualmente bravi o non bravi. quello contro cui bisogna scagliarsi non è allevi (domani sarà un rapper, dopodomani sarà una cantante minorenne) ma la pigrizia (e l'ignoranza colossale) di chi dovrebbe segnalare "le cose più interessanti".
  • Condivido tutto.

    ps che cavolo vuol dire "non rivendicato" tra le opzioni che un blogger non loggato può scegliiere?!?
  • "Non rivendicato" significa che sei come unabomber. Mentre se scrivi un messaggio e lo rivendichi sei come le brigate rosse.
  • EW
    Mi hai fatto venire in mente il mio approccio verso la musica e verso Allevi in tempi non sospetti.
    Io non capisco molto di musica, non ho un buon orecchio, a mala pena distinguo uno che stona. Detto questo ogni tanto mi diverto ad ascoltare musica di vario genere, quindi anche la classica, tanto che ho l'abbonamento al teatro lirico (abbonamento che pago pochissimo e che, mi rendo conto di sfruttare assai poco perché, ripeto, non capisco la musica).
    Quando mi hanno chiesto di andare a sentire Allevi, pagando un biglietto pari all'intero abbonamento annuale al teatro (20 concerti), ho rifiutato dicendo: non mi renderei conto della differenza tra un ottimo esecutore e uno solamente bravo (sospetto anche da uno simpatico e basta), perché devo sfrecare soldi per qualcosa che non posso capire?
    Ho sempre notato che tutti sostengono di capirne di musica, anche quelli che ascoltano solo Tiziano Ferro e simili. Non penso che questo sia vero, per statistica almeno.

    A parte questo alcune considerazioni su quello che dici penso che ascoltare anche musica, che vada al di là della nostra cultura, sia comunque un'occasione per provare a conoscerla e a capirla.
    Senza contare che proprio la musica, a differenza del resto delle arti ha un livello emozionale che può essere fruito anche dai più incolti.
    Dico questo perché io a tua nonna farei ascoltare della musica classica, così come l'ascolto io, un po' naif. ;-)
  • Danny
    Interessante post. La verità secondo me è che presi come siamo dai mille impegni e casini di tutti i giorni non abbiamo il tempo di "capire". Leggiamo qualcosa o qualcuno che dice "cool" e subito a comprarlo. Questo sperando che, una volta comprato, capiremo e potremo gustare quello che a priori non potevamo sapere.
  • petomane
    C'è un problema di fondo nel ragionamento: non tutti quelli che ascoltano Allevi lo fanno per darsi delle arie; c'è chi (la maggioranza) viene seriamente convinto dai suoi responsabili di marketing che non si tratti di muzak ma di quello per cui viene spacciata (la musica classica colta ma accessibile rivoluzzzblablalblalbla).
    La convinzione di capirne di musica classica è SINCERA e SUCCESSIVA all'ascolto e comprensione della muzak di Allevi, e causata dal modo in cui Allevi si presenta e dalle dichiarazioni che Allevi fa.
    Allevi assieme il suo team di management è uno stronzo disinformatore.
  • negrodeath
    Il tuo punto di vista sulla questione e' anche condivisibile - voglio dire, c'è chi ti implora di spennarlo, e allora spennalo, giusto? E non fa una grinza. Ma Allevi in se' e' talmente antipatico e supponente, e si vede troppo la calcolatezza a tavolino del personaggio (costruita su un modello di successo, ovvero il protagonista del melenso film "Shine") per non provare gusto a spararci contro. :)
  • Guest
    Ehi! Ti sei dimenticato di citare l'opzione più probabile di tutte: Allevi vende grande musica, e i sui fan sono dei grandi critici musicali, mentre i detrattori sono persone incompetenti e/o invidiose. Naaaaah!

    D'accordo al 100%. Credo che sia un disinformatore (mi fido di più di Ughi che di lui) che dice un sacco di balle (il modo in cui cambia le storie già raccontate è tipico del contaballe dell'asilo), ma è pirla chi ci crede.
    Ho sentito solo un suo pezzo con l'orchestra. Simpatico, niente di sconvolgente in stie beethoven, ma neppure di raccapricciante come dicono tanti.
  • lorello
    a me mi piacciono gli eunstredze neubathen e le loro disarmonie, ma preferico sempre le tette.
  • Federico
    Complimenti vivissimi per l'analisi!
    Sei il primo che analizza quello che allevi vende e non quel che dice e\o indossa. Tra l'altro risalta anche cosa dei bloggher infastidisca in questo personaggio: nel mainstream o sei pro o sei contro.
    Io sarei neureale, non avendolo mai ascoltato ma non ho intenzione di cominciare.
  • ribbaldone
    Non c'entra nulla con Allevi, ma leggendo ho trovato un parallelo con la situazione immobiliare odierna (sto cercando casa da 6 mesi).
    La maggior parte delle volte mi capita di andare a vedere appartamenti piccoli, mal progettati, mal costruiti e con la pochissima cura dei dettagli che mette in evidenza il pressapochismo con cui si fanno molte case oggi. In aggiunta i prezzi per prendere possesso di questi capolavori sono elevati e con un rapporto qualità/prezzo estremamente basso. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, come per il cd di Allevi si può scegliere di non comprare, ma qui entra in gioco lo "svizzero del vino", che non contento, decide di accapparrarsi anche una bella casa legittimando così il costruttore a proporre in vendita certa roba.
    Fatico ancora a credere di avere visto palazzi con la quasi totalità degli appartamenti, tutti di basso livello, venduti a prezzi pompatissimi.
    Ogni volta però non me la sento di fare accuse al costruttore, di fatto lui propone ciò che molti vogliono comprare, non truffa, nel senso che lo schifo che ti vende te lo fa vedere, poi chiaramente deve vendere per cui ti dice che il suo è il miglior schifo della zona. L'acquirente invece, che forse pensando di essere di fronte ad architettura d'avanguardia, forse perchè cresciuto con il mito della casa del "Ragazzo di campagna", forse attratto da quelli che erano mutui facili e a bassi tassi d'interesse ha dato un forte contributo alla bolla immobiliare (che sembrerebbe giunta al capolinea) comprando sempre e comunque tutto.

    Che sia un modo di approcciarsi diffuso?

    Ciao, Ribbaldone.
  • witchlines
    >Non fate caso, quindi, al tempo che ci mettono i commenti ad apparire.

    Se moderare i commenti ti sottrae tempo ai post, preferisco vedere meno commenti e piu' post; non è che abbiano chissa' quale grande valore...

    Se uno non sapesse manco farsi un blog per scrivere quello che gli pare, cosa potrebbe mai scrivere di utile tra questi commenti?!?!?!

    E detto come va detto, se non ci fosse tutta sta gente che parla male di Allevi non avrei manco saputo chi era; sono anni che non compro cd, perche' l'impianto con cui ascolto la musica non mi consente di distinguere un mp3 di alta qualita' da un cd copiato e da un cd copiato da uno originale.
  • Scusa com'e' che dovrebbe suonare un cd copiato? :)
  • Copiosamente. :)

    Uriel
  • :D

    Qui sarebbe d'uopo surripediarla, concedi l'imprimatur?
  • Urbi et orbi.
  • shevathas
    **... ci sarebbe se ci fosse l’onesta’ di comprare cose che si possano capire**

    ... e la borsa precipita ;-)
  • Farfa
    (OT. Attendo a piè fermo una dozzina di post sull'agrindustria. Me li bevo, giuro)

    Sul MAC, tengo a precisare: in 15 anni di uso, andai all'assistenza UNA (1) volta, crash di hard disk. Per il resto, mai una noia. Il MAC funzia, rassegnatevi...
  • Mah, io sui mac ci feci assistenza , quando avevo un helpdesk.Funzionano solo quando decidi tu cosa farci. Se sei uno che lavora da solo, intendo. Se sei dentro un'azienda e non decidi cosa farci, iniziano i guai.


    Uriel
  • Yossarian
    Scusate il pizzico di presunzione, ma dal momento che ho suonato (e continuo a suonare) in maniera semiprofessionale, (semi, perche' la musica era la mia seconda fonte di reddito, il che in Italia non e' poco) per 23 anni, butto li' la mia modesta opinione.
    Da quel che ho sentito del 'maestro' , ho l'impressione che Allevi sia l'equivalente musicale di Baricco che riscrive L'Ulisse di Joyce. Gia' me lo immagino il 'flusso di coscienza' ridotto a un messaggio dei Baci Perugina per liceali in calore...

    x Mozo: io spesso polemizzo con Uriel, ma i suoi gusti musicali non sono 'vagamente metal', bensi' 'cronicamente eccezionali'.

    Yossarian
  • Sorry, ma fatico a capire il nesso coi Lacrimosa :-)
    Spero fosse qualcosa di positivo, che Tilo non si tocca oh! :P

    Cmq il problema di Allevi mi sembra, piu' di quello che suona che appunto dal dentista va benone, quello che dice e scrive a riguardo, e quello e' inquinamento cognitivo di prima specie. Non puoi scriverci pure un libro dopo che gia' ce la meni da mane a sera, no? Che poi il "chi lo vuole se lo tiene" vale eccome per il pubblico maturo, ma un povero ragazzino a cui i media propinano Allevi come fa a formarlo ed esercitarlo il gusto, poverello? Perche' la zia gli regalera' quello a Natale, visto che "e' un bambino tanto serio ma un po' birichino"...
  • però qui si sconfina nel "tuo" gusto, pensando sia quello universalmente giusto. senza polemica e diatriba, cosa ci dà la certezza che per formarsi si debba fischiettare il dies irae? quel che va bene a te non per forza deve andare bene a me. sorvoliamo sulle cazzate dette da allevi e tutto il contorno: a me può piacere, allevi, anche coi suoi 4/4 e le sue dissonanze fighette vorrei ma non posso. a te può piacere picio pancio e le sue suite per oboe. non dovrebbe significare che il mio è cacca e il tuo no.
  • Infatti io non critico Allevi. Allevi fa musica come tanti, a seconda dei gusti. Il fenomeno che costringe il mainstream a prendere posizione "pro" o "contro" e' dovuto alla velleita' delle masse, non a quella di Allevi. L'offerta produce la domanda, non viceversa.

    Uriel
  • I Lacrimosa mi piacciono moltissimo, e c'e' molta piu' "cultura musicale" in Elodia che in Allevi, IMHO.

    In ogni caso, se compri un libro di Allevi sei cosi' in cattiva fede che meriti di averlo comprato.

    Uriel
  • Stefano
    Mah... anch'io ho ascoltato un suo disco a caso, forse l'ultimo, e penso di poter dire che la sua musica è perfino più banale della generica "classica di consumo", nel senso che i suoi pezzi sembrano proprio, come dici tu, dei "jingle" e anche gente come Clayderman o Einaudi danno molte più gratificazioni uditive...
  • mah, sai, a me non dispiace. nel senso: né mi dà, né mi toglie. certo, l'unico pezzo che posso infilare nella playlist è quella usata per la pubblicità (bmw, se ricordo bene) e morta lì. quel che dici lo stracondivido, ma aggiungerei una piccola cosa: che la musica la ascoltiamo per stare bene, a meno che non si sia tecnici amplifon obbligati a spararsi nelle orecchie di tutto per testare l'apparecchio acustico. quindi se a uno piace che non rompesse lui elevandosi a grande amicone di farinelli e non rompessero gli altri elevandosi ad armagaeddon musicale. ti piace? compri. non ti piace? non compri (o scarichi o sailcaz).
    mi sa che disprezzare Allevi sia diventato un blogger status, come avere il telefonino che ti fa pure i panini e il mac (puntualmente in assistenza) e questo rafforza la mia teoria che una buona percentuale di blogger sia costituita di gran stronzi che senza connessione valgono meno di una cippa di minchia.
    (i tuoi gusti musicali metal vagamente metal io me li ricordo ma non mi permetterei mai di spararci sopra, idem tu: quindi 'sta gente che riempie pagine e pagine su Allevi mi sa che alla fin fine non ha un cazzo da fare)
  • annarellix
    Concordo. Parlare male di Allevi fa parte del gioco come parlare bene del Mac. Dal vivo mi è parso antipatichino ma affari suoi e del suo pubblico. Sarei però curiosa di sapere come si fischiettano i Concerti Branderburghesi sotto la doccia (cosa che ha dichiarato di fare)
  • rdv
    Magari modula peti.
  • Dipende tutto dalla doccia, secondo me.

    Uriel
  • Il punto della questione e' che io NON so godere del vino, dunque al massimo ci spendo 10 euro. Se mi viene proposta una bottiglia sopraffina mi ritiro perche' non ne so godere. Allora, se arriva l' Allevi del vino e mi dice "questo e' un vino infinitamente buono, delicato, complesso, e blabla", io piuttosto ordino una coca media.
    Se io invece spendessi quei trecento sacchi ben sapendo di non saper godere di un vino simile, avrei fatto una cazzata sia nel caso sia davvero buono (ma tanto non lo distinguerei dalla Coca, perche' spendere cosi' tanto?) sia nel caso in cui sia una truffa, perche' sapevo di esservi esposto per ignoranza.

    Se arriva un compositore e mi dice che lui fa musica colta e molto tecnica, presumibilmente oltre le mie possibilita', io non la compro. Se lacompro ugualmente, posso avere un CD che non capisco oppure un'inculata.E la colpa e' mia ,che ho agito in maniera velleitaria. Non di chi me la vende.

    Uriel
  • eyo
    scusa, cancellami, volevo solo registrarmi
  • el_sime
    infatti, tu non ne hai mai parlato, lui sì. il virgolettato son parole sue. riascolta, se riesci un paio di pezzi a caso alla luce di cotante dichiarazioni: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spe...
  • el_sime
    ciao, anche io oggi, stavo facendo la stessa cosa, ma non ho avuto la tua forza e non sono andato oltre al quinto pezzo di un album a caso. quindi alle disarmonie non ci sono arrivato, son rimasto ai jingle. È che io stavo cercando i virtuosismi di cui parla Allevi "Quella musica parla al cuore ma il suo virtuosismo tecnico e soprattutto ritmico richiede esecutori di grande talento". dove minchia sono i virtuosismi ritmici di uno che per 30 minuti non si é mai discostato dal 4/4? di tutta la questione di Allevi più che il successo di cui gode (che é lo stesso dei tokio hotel, per dire) é l'inutile spocchia con cui parla di sé che irrita. Tipo nella sua risposta a Ughi. E comunque quello che gli si contesta é la sua dichiarazione di fare della grande musica classica. che la sua musica sta alla classica come i baci perugina alla Divina Commedia.
  • Nono, calma, io non ho mai parlatodi virtuosismi. Ho parlato di disarmonie. Sono cose diverse. Semplicemente una-due volte ogni disco Allevi fa capire che se volesse, potrebbe. Solo che guadagna piu' soldi cosi', IMHO.

    Uriel
  • el_sime
    anche Alex Britti potrebbe, invece fa i soldi con la merda. Solo che quando lo chiedi a lui cosa fa, risponde "faccio la merda, ché col jazz non ci mangiavo". Mentre Allevi risponde "La mia è una musica classica, perché utilizza il linguaggio colto, la cui padronanza è frutto di anni di studio accademico. La mia è una musica nuova perché contiene quel sapore, quella sensibilità dell’oggi, che nessun musicista del passato poteva immaginare." che é probabilmente il sapore della merda che ai musicisti del passato non piaceva
  • Vero. Ma vedi, chi lo va a comprare e' ancora piu' in cattiva fede. Supponiamo che tutto questo fosse vero. Cioe' supponiamo di avere di fronte le nuove Variazioni Goldberg. Se io non ne so godere, perche' non capisco sega, non le compro. Se invece racconto a me stesso e agli altri di poter apprezzare le nuove Variazioni Goldberg, fa bene lui a dirmi che "quella sia musica classica dal linguaggio colto". Se tutti si limitassero a comprare cose che siano in grado di capire, Allevi non venderebbe perche' quelli davvero in grado di godere non lo comprerebbero riconoscendo la truffa ,e tutti gli altri non lo comprerebbero pensando di non saperne godere.

    Allevi riesce nel suo intento perche' appena dice di fare musica colta a migliaia la vanno a comprare pur sapendo di non saperla capire, nemmeno nel caso fosse vero. MA qui e' l'acquirente che e' in cattiva fede: perche' non accontentarlo, allora?

    Uriel
  • el_sime
    Per tenere buon l'esempio del vino: se il cliente inesperto va a spendere 169 franchi per il tavernello pensando di aver comprato chissà che, e ne esce comunque soddisfatto, bene, sua la colpa, sua la cattiva fede. Metti che nel ristorante accanto servano invece dell'ottimo vino magari a prezzi superiori e si vedano sottrarre la clientela dal ristorante che dice di avere ottimo vino e vende tavernello. La posizione del ristoratore onesto e competente é a questo punto compromessa dalla disdicevole condotta del truffatore. I musicisti classici competenti come Ughi a questo punto mi sembrano ben autorizzati a chiarire le cose rivelando l'arcano "coglioni, pensavate di aver preso un barolo del 64 e invece é tarvenello". Mi pare legittimo. (il barolo del 64 l'ho cercato su google, ché di vini ne capisco una fava)
  • Ma se la clientela e' incompetente, il ristorante "buono" verra' fottuto anche da Mc Donald's. Nessun pinguino sopravvive nel Sahara, e la colpa non e' nel fatto che i cammelli ci riescano, il problema e' che un pinguino non deve stare nel sahara. La pura e semplice verita' e' che per Uto Ughi in Italia non c'e' posto. Che esista Allevi o Vasco Rossi, cambia una cippa: Ughi non lo ascolterebbe nessuno comunque.

    Uriel
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