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Fondamenti di politica astratta.

November 28th, 2009

In questi giorni sto scrivendo parecchio di politica perche’ stanno iniziando a nascere i germogli di eventi molto violenti. Come capita in queste situazioni, tutti quelli che hanno un avversario si illudono che la violenza colpira’ principalmente l’avversario, e non si rendono conto del limite intrinseco dei potenti.

Nessun potente, infatti, sa distinguere tra un proprio simile ed un proprio strumento.

LA situazione politica italiana odierna e’ frutto di una strategia fin troppo visibile, che consiste nel rendere il popolo docile ed  incapace di produrre  progetti positivi di cambiamento. Lo si fa seminando il pessimismo. Non ci vuole molto: con la scusa dell’opposizione, la classe politica inizia a propagandare ogni difetto del sistema, ogni suo malfunzionamento, ogni suo piccolo o grande fallimento. Li amplifica, cosicche’ il piccolo fallimento locale venga percepito come un fallimento del sistema intero. Un pessimismo su scala sistemica.

Mediante questo bombardamento , la popolazione si convince lentamente di essere in una gabbia dalla quale non puo’ uscire. Si convince lentamente di essere intrinsecamente predestinata al fallimento. Una volta convinti interiormente di essere condannati al fallimento, essi accettano come alternativa solo qualcosa che non possa fallire: cio’ che non c’e’.

Cosi’, quei pochi che ancora lottano , lo fanno per delle utopie, per dei principi irrealizzabili, sostenendo qualcosa che non c’e'; sia una tecnologia alternativa per lo smaltimento dei rifiuti, sia un’idea di moralizzazione che non appartiene a questo mondo. Il pessimismo indotto dai media prosegue in questa direzione fino ad un punto di non ritorno.

Quello in cui la nazione perde il potere di pensare bene di se’ stessa nel suo complesso.

Dico che e’ un punto di non ritorno perche’ in questo momento collassa la societa’: gli individui pensano ognuno tutto il male possibile degli altri, e si convincono lentamente che , viste le infime caratteristiche di ogni loro condizionale (o della maggioranza), le cose non cambieranno mai. Lo stesso capita ai pochi grupp organizzati locali: essi vivono nella convinzione che la condanna di tutti sia la stessa esistenza di ogni altro gruppo. In questo momento la nazione ha perso il potere di pensare bene di se’ stessa. La societa’ a quel punto collassa, e gli individui diventano atomi in agitazione senza relazioni con gli altri, e non solo: spesso impegnati nella via della solitudine, al solo scopo di evitare le relazioni con gli altri.

IN questo stato il popolo non accetta alcun progetto positivo come tale, perche’ ritiene che ci sia qualcosa di inevitabilmente fallimentare, che condannerebbe anche questo progetto al fallimento. Preferisce cosi’ lottare contro coloro che ritiene responsabili di tale pessimistica condanna al fallimento, ma non troppo, perche’ il pessimismo infuso dai media fa si’ che nessuno creda troppo nemmeno in questa vittoria. Tutti i progetti positivi cessano , e con essi la possibilita’ politica di proporli, annegati nel pessimismo diffuso dai mass media.

Quando la nazione perde il potere di pensare bene di se’ stessa nel suo complesso, cioe’ quando il singolo gruppo  perde la capacita’ di ritenere positivo anche il contributo altrui, la propaganda ha terminato il suo lavoro; perche’ ha ottenuto un popolo che si ritiene condannato a fallire, ed e’ disposto (quando ancora decide di lottare) a lottare solo contro qualcun altro, di un altro pezzo di nazione.

In questo momento la casta al potere ha raggiunto il massimo della sua incontrastata potenza, perche’ il popolo essendo condannato dal pessimismo a non fidarsi di alcun progetto positivo non riuscira’ ad unirsi per spodestarla.

Paradossalmente, si e’ condannata a morte proprio in quel momento.

Il pessimismo che deriva dalla convinzione di essere condannati al fallimento, la rabbia di chi crede di vivere in una gabbia dalla quale non puo’ uscire, produce inazione. L’inazione porta gli individui alla poverta’ : laddove un immigrato vede il bengodi riesce a migliorare la propria condizione, milioni di cittadini del posto, ormai intrisi dell’inazione che viene dal pessimismo, scivolano verso la poverta’.

Il pessimismo e la poverta’ hanno una sola risultante: la violenza.

Non ho bisogno di dati laddove basta la logica(1), e so che in questo momento in italia masse di giovani si consegnano al pessimismo ed all’inazione, convinti che non ci sia modo alcuno di cambiare alcunche’, e per questo diventano sempre piu’ violenti. Il numero di atti di violenza tra giovani e’ destinato ad aumentare, e siccome questi giovani diventeranno adulti, anche il numero di atti violenti degli adulti e’ destinato ad aumentare, allo stesso ritmo della poverta’ (anche se non necessariamente tra le stesse persone) .

Il secondo sottoprodotto di pessimismo e poverta’ e’ il mito.

Quando l’essere umano pensa che al mondo non ci sia possibilita’ di cambiare nulla, inizia a rifugiarsi fuori dal mondo stesso. Ed inizia a partorire, in astratto, l’idea fissa della specie umana: il salvatore. Il salvatore e’ un essere mitologico , che puo’ essere un leader religioso o meno , che non essendo parte di questo mondo (almeno in parte, essendo un mito) sembra sfuggire alla condanna al fallimento cui i seguaci credono di essere inevitabilmente condannati.

Il mitico leader e’ un uomo, e spesso e’ un semplice dittatore con una buona propaganda (diventa un religioso se decide di usare la religione come strumento di governo) , e viene da un’area marginalissima,e poco visibile, della nazione. Quando dico poco visibile non intendo dire necessariamente “nascosta”, perche’  niente e’ piu’ nascosto di quello che non vogliamo guardare, come per esempio la poverta’.

Il leader prende la forma di mito (e per fare questo deve impedire ai media di avvicinarsi troppo a lui, in modo da controllare l’informazione su di se’ alla sorgente) mediante una propaganda che non lo dipinge come essere superiore, ma parla come se avesse carisma. Il carisma e’ la capacita’ di rinunciare al proprio volto per indossare la maschera di qualche altissimo ente. Non importa, a questo punto, se l’ente sia davvero altissimo: una propaganda che indossa il suo volto al posto del proprio lo rende tale. Se qualcuno e’ disposto a perdere il proprio volto per indossare quello di X, allora questo X e’ davvero grande.(2)

Questo uomo-mito deve agire in un modo molto semplice.

Per prima cosa, occorre che i mass media abbiano un volto orribile. Occorre che il livello dello scontro mediatico diventi cosi’ infimo e orrendo da costringere la stampa a considerare i vantaggi di parlare con un altro volto. Quello dell’uomo-mito.

E’ quello che sta accadendo: la stampa e i mass media stanno cadendo sempre piu’ in basso, perdendo continuamente credibilita’. Da giornalisti sono diventati paparazzi, e stanno per diventare semplici guardoni. Quando tutti disprezzeranno abbastanza la stampa, la stampa avra’ bisogno di un volto nuovo. Il nostro uomo-mito gli prestera’ il proprio, e questo sara’ carisma.

Una volta creato il mito, si spezza il senso del pessimismo: il pessimismo condanna tutta la nazione al fallimento, e’ vero. Ma non tocca il mito, che essendo superiore ed astratto non subisce la stessa condanna. Cosi’, una popolazione e’ stata educata al pessimismo e crede di non poter produrre niente di buono da se’, per cui si affida al mito, che essendo mito non subisce la stessa maledizione. Abbiamo dato all’uomo-mito una schiera di fanatici incorruttibili, perche’ essi non credendo ai propri simili non accetteranno alcun progetto venga da loro , e ritenendo l’uomo-mito al di sopra di questa regola, accetteranno come tale soltanto il suo progetto. Inoltre, parliamo di una massa disperata , disperata perche’ pensa di non aver via di scampo al fallimento per via del pessimismo che gli abbiamo indotto, e contemporaneamente portata a credere che il mito, non obbedendo a questa legge ed essendo unico, sia un’occasione imperdibile ed unica. Ed essendo unica, va difesa ad ogni costo.

Con tutta la violenza della quale una massa simile e’ capace.

Il processo e’ in atto, e siamo quasi agli atti finali. Compaiono diversi uomini che si propongono come “miti”, cioe’ come persone “esterne” a quel mondo che e’ ritenuto condannato al fallimento. Sono i movimenti “di protesta”, quelli “anti-sistema”. Hanno iniziato lentamente, prima Bossi , poi Di Pietro, e Grillo, e cosi’ via.

Tutti questi falliscono per una semplice ragione: la lentezza dei loro movimenti e’ tale che le masse hanno il tempo di osservare i leader. Di sapere tutto di loro. Di riconoscerli come uno dei loro. Una volta che l’uomo-mito e’ spogliato del mito, diventa solo un uomo, e allora le masse si allontanano da lui perche’ nel loro pessimismo lo ritengono egualmente condannato al fallimento sistemico.

Finche’ non arriva un uomo-mito particolare: quello privo di inibizioni verso la violenza. La lentezza che permette alle masse (ed agli avversari) di mostrare l’umanita’ dell’ uomo-mito e’ quella della politica. Grazie a questa lentezza le persone possono percepire l’umanita’ del loro mito, vederlo invecchiare, la stessa lentezza della politica fa sembrare che l’uomo mito abbia le mani legate. I media possono investigare su di lui e mostrarne l’umanita’, che nel pessimismo generale e’ sinonimo di condanna.

Questo non vale per chi usi la violenza, perche’ la violenza e’ veloce. L’uomo-mito senza inibizioni verso la violenza , oggi, deve solo aspettare che la societa’ diventi ancora piu’ violenta per via del pessimismo che la pervade , e manifestarsi in maniera veloce. Deve aspettare che ci sia una gioventu’ ancora piu’ violenta della nostra (ci siamo quasi) e poi avra’ i suoi fanatici.

Se riesce (ovviamente con la violenza)  a tenere lontane le telecamere dei mass media (basta ammazzare di botte uno-due giornalisti, alla fine) e ad agire con una certa velocita’ contro la politica, diciamo a produrre un grosso evento violento e traumatico entro un anno di attivita’ politica (anche un evento “fasullo”, come la marcia su Roma, puo’ bastare) , e l’evento politico appare appoggiato dal “popolo”, la violenza dilaga.

E nel pessimismo , nel mutismo e nella rassegnazione che la classe dirigente riteneva sufficienti a fermare una sommossa, nasce la peggiore delle sommosse, ovvero la furia di un popolo fanatico e violento.

Non vi illudete, perche’ il momento e’ vicino.

Il prossimo leader “anti-sistema” non fara’ piu’ politica. Non fara’ nemmeno anti-politica.

Si limitera’ ad uccidere.

E’ solo questione di tempo, il tempo necessario a sviluppare una gioventu’ sempre piu’ violenta ed accecata dal pessimismo. E no, non potete farci nulla, perche’ non avete capito nulla di politica.

L’unica situazione stabile, in politica, e’ il cambiamento. Quando si dice che tutto debba cambiare perche’ nulla cambi si dice proprio questo. Ma non significa che il cambiamento sia una delle vie per preservare l’esistente.

Significa che e’ l’ UNICA via. Mentre voi avete pensato che, seminando il pessimismo, si sarebbe ottenuta una stabilita’ senza cambiamento.

Presto vedrete arrivare un uomo. La stampa, gia’ sfigurata, iniziera’ a parlare a nome suo pur di indossare un volto migliore. Una schiera di violenti al suo servizio mettera’ a tacere ogni altra stampa terrorizzando i giornalisti mediante la violenza e la brutalita’(3). Si proporra’ come moralizzatore , e una stampa ormai immorale avra’ agio di schierarsi a suo favore. Poiche’ si proporra’ come moralizzatore, dovra’ giudicare. E per questo non tollerera’ alcuna altra classe di giudici. Preti e magistrati saranno i primi bersagli della violenza dei suoi seguaci. Rifiutera’ le interviste. I suoi seguaci saranno violentissimi e crudeli. Prima che la politica riesca , nei suoi tempi, a rallentarlo, abbattera’ il governo in carica.

E i suoi seguaci, furenti, ammazzeranno con estrema facilita’ e con un divertito senso di futilita’. Anche quella stampa che ha parlato col suo viso, anche e specialmente quelli che hanno creduto di poter cavalcare la tigre.

E’ solo questione di tempo, il tempo che la violentissima gioventu’ che si vede in giro cresca di numero e di eta’.Poi, l’uomo-mito arrivera’ con tutta la violenza delle sue schiere di fanatici.

Leggete un libro di storia e lo vedrete: arriva SEMPRE.

Uriel

(1) Non sto dicendo che la logica possa sempre sostituire i dati. Sto dicendo che a volte possa farlo. In quel caso, non servono dati.

(2) In realta’, molto spesso il volto di questo qualcuno e’ cosi’ orribile che qualsiasi scambio gli risulta conveniente. La stampa e’ destinata a peggiorare fino al momento in cui avra’ bisogno di un nuovo volto per nascondere il proprio.

(3) Il giornalista non teme la forza ne’ il pericolo. Teme pero’ la brutalita’. La brutalita’ e’ il segreto per terrorizzare i giornalisti.

Il Preside. In nomine rava et fava®

  • epifanio
    Non è un'espressione di questo spirito dei tempi la manifestazione No B Day programmata per sabato prossimo a Roma?
    Un'organizzazione piuttosto imponente, evidentemente con abbondanti finanziamenti, organizzata semplicemente per reclamare le dimissioni di Silvio Berlusconi.
    Il tutto per iniziativa di alcuni blogger indipendenti (?) e tramite Facebook (?).
    Mettiamo che Berlusconi per qualche ragione finisca per dimettersi davvero, e al posto suo ci vada Fini, o magari Di Pietro, o Bertolaso, dubito che questi sarebbero soddisfatti.
  • Il tutto per iniziativa di alcuni blogger indipendenti (?) e tramite Facebook (?).
    -----

    Ti serve un colosseo poco usato?
  • epifanio
    A me, no...
    A qualcuno di quelli che andranno a dimostrare se ti ci metti mi sa che riesci a vendergliene anche due, di colossei.
  • belgico
    Vivo all'estero da 15 anni e in Italia ormai ci bazzico poco, e quel poco che vedo mi piace sempre meno, il tuo discorso é già in atto a livello mondiale : sostituire 1500 milioni di cittadini/consumatori occidentali con 6 miliardi di consumatori globali senza cittadinanza (hai sentito quando dicono il consumo interno cinese che salva l'economia mondiale...). Sudamericanizzazione. Non credo sia un fenomeno solo italiano, forse siamo solo piu' avanti di altri. Ma é verso là che tira il vento.
  • Mah, in Italia il vento sta iniziando lentamente a cambiare, grazie al cielo.
  • Beh! Come hai finito di fare questa analisi, arriva quell'abominio della lettera di Celli a suo figlio (seeeee, indirizzata a lui proprio) a esplicitare il piano della classe dirigente con insuperabile sfacciataggine. Ed ecco il giornale dei farlocchi a pubblicarla e i farlocchi a darle corda.
    Ha fatto prudere le mani a me che sono ancora tra i fortunati!
  • I padroni vogliono nuovi cervelli perche' non hanno idee su come uscire dalla merda, e i servi offrono loro i propri figli.

    Anche se non credo minimamente che il figlio di Celli avra' problemi.
  • Un paio di curiosità:

    - In che modo ha fatto parte (SE ne ha fatto parte...) del piano Abberlusconi, con la sua spiccata tendenza all'ottimismo irrealistico stile "la crisi è finita"? Mi vengono in mente solo ipotesi che puzzano di compottismo...
    - Hai un'idea dell'ideologia a cui si potrebbe appoggiare quest'uomo? Una declinazione del fascismo mi sento di escluderla, un movimento religioso anche (se n'è già discusso, checché se ne dica in Italia non attacca); putinismo? Pseudo-tribunato della plebe in stile Lula o Chavez?
  • -Berlusconi ha dalla sua parte alcuni particolari poteri che risalgono agli anni '80, cioe' all'ultimo periodo di grandezza industriale italiana. Essi vorrebbero ricostruire una simile potenza, e per questo si oppongono al disegno esterno che manipola la stampa per produrre pessimismo e sfiducia.

    -Quel tipo di uomini non ha un'ideologia. Ha semplicemente un nome. Il nome e' l'ideologia. Piu' spesso, i loro metodi diventano ideologia, ed i loro metodi sono violenti.
  • Uhm, ok.
    Quindi in sostanza vale ancora quello che scrivesti nel passato circa l'uomo forte: eliminati gli oppositori al resto di noi rimarrà solo il mandato di non occuparci di politica e di stare alle regole, senza tema di repressioni di stampo novecentesco. È esatto?

    Sai, dopo questa "bomba" uno vuole sapere che cosa deve aspettarsi, specie se soffre i dolori di Oto Melara =D
  • Se avremo a che fare con un autocrate violento, si. Probabilmente nominera' qualcosa di analogo ad una classe di nobili e tutti gli altri saranno sudditi. Magari dara' loro qualche pseudopolitica con cui giocare, se e' furbo.
  • E quali poteri potrebbero essere?? Un appoggio da parte degli industriali?? Oppure i politici della scena dell'epoca?
  • La parte produttiva del paese. Sic et simpliciter.
  • marco6
    "Nessun potente, infatti, sa distinguere tra un proprio simile ed un proprio strumento"
    " I politici sono impossibilitati a distinguere tra i propri strumenti ed i propri antagonisti."
    me li spieghi meglio questi concetti, grazie
    Marco
  • Non capisco: quale parte non ti e' chiara? Entrambe le frasi sono piuttosto semplici.

    Se A e' uno strumento del politico che obbedisce ai suoi ordini, e B e' un fenomeno politico (o un politico ) che non necessariamente lo fara' (obbedire, intendo) , nell momento della scelta nessun politico sa distinguere tra i due. Ed il pericolo nascosto e' ovviamente quello di coltivare come se fosse strumento quello che in realta' e' un fenomeno politico con una volonta' propria, o almeno di una fisica propria che non risponde alla volonta' del manovratore.

    L'esempio tipico e' la magistratura, che sembrava uno strumento per aggiungere il potere e invece e' si e' rivelata un partito, peraltro dalle spiccate tendenze golpiste.
  • marco6
    Grazie, molto piu' chiaro.

    Quando rispondi : questo è ottimismo significa che, data l'eterogenesi dei fini, il nuovo uomo forte darà mazzolate in testa anche a chi lo ha - direttamente od indirettamente- promosso?

    Personalmente vedo l'apparizione dell'uomo/mito e relativo regime basato sulla violenza un passo succesivo al tentativo di rivoluzione colorata in atto. E cioè il mito e connessa violenza una ipotesi di lavoro successiva, dovessero fallire quella serie di operazioni di delegittimazioni in atto - una delle quali hai ben raccontato in "sempre peggio"-.

    Davvero sei ottimista
    da quello che mi risulta le dinastie Agnelli e Krupp hanno ben saputo resistere all'apparizione di uomini forti...
  • Mussolini ed Hitler, pur essendo dittatori, non erano uomini forti.

    Il governo non e`una gerarchia di poteri, ma una gerarchia di bisogni. Finche' un governo riesce a reggersi gestendo una gerarchia di bisogni, la sua espansione e' irrefrenabile. Quando inizia a sopravvalutare il potere e si trasforma in una gerarchia di poteri, inizia il crollo.

    Mussolini ed HItler, sopravvalutando il potere sin dall'inizio, non fecero altro che iniziare il crollo nel giorno stesso del loro insediamento. Forse Mussolini, istituendo l' INPS e portando ospedali ed acquedotti, potrebbe aver avuto qualche periodo di governo mediante una gerarchia di bisogni. Hitler, di certo no.

    Hitler e Mussolini erano dittatori estremamente deboli. Come capita a tutti i dittatori fantoccio.
  • Le tue parole, come per tanti altri, mi fanno molto riflettere.
    Si, le loro dittature sono durate per il tempo che meritavano: mussolini essendosi in parte procurato delle infrastrutture, soddisfacendo bisogni e gestendoli, ha governato per un "lungo" periodo.
    Quindi (che palle con queste domande! :) ) secondo te un potere forte chi puo essere o esser stato??? Chi è riuscito nel gestire bisogni?
    E comunque, da dove cazz ti vengono fuori queste idee? :P
  • Scrivo un articolo sul declino politico.
  • emanu_k88
    Io vorrei dire questo sull' idea di pessimismo.

    Ricordo che in tutta la mia carriera scolastica, ogni docente che io abbia avuto, parlava esortando a dare il meglio di noi per essere avvocato, medico ecc. per essere Elite o il meglio e vivere bene.
    Ribadisco la finalita ovvero per il nostro benessere, per noi stessi in termini finanziari.
    Succede che sulla fine dei 5 anni di istituto superiore questi sogni svaniscono e si ci rende conto della realta che primo che una scala, e secondo per salire bisogna passarne tante e terzo che una gerarchia con cui confrontarsi.
    In italia lavoro ce pero son "lavoracci" fare tanta fatica per prendere molto poco, ossia tutto il contrario di cio che fin da bambino si ti diceva.
    Chiaro sta che ce chi ha saputo come sfruttare queste delusioni e canalizzarle come gli convenga.


    Per quanto rigurda la violenza, io pongo le domande che mi faccio sempre:
    "quelli che dedicano anima e corpo a seguire un idea o una persona, sono conscienti che dopo, quando tutto è passato e i cambi son stati fatti sono loro le persone che devono lavorare per ricostruire e che quelli che menavano bersagli o dissidenti si ripasseranno anche loro se non stanno in riga come vuol chi comanda?"
  • Secondo te è una cosa auspicabile l'arrivo di questo uomo-mito?
  • La fisica delle cose non risponde ai nostri desideri. E' stata costruita la situazione che portera' a questo, e quindi arrivera'.
  • Stiggen
    Uriel: "La situazione politica italiana odierna e’ frutto di una strategia fin troppo visibile, che consiste nel rendere il popolo docile ed incapace di produrre progetti positivi di cambiamento. Lo si fa seminando il pessimismo"
    ___________

    Non capisco un aspetto: se fa tutto parte di una strategia, che vantaggio avrebbe il potere nell'architettare una simile situazione se, alla fine, viene rovesciato da un uomo-mito?
  • Chi fa questo non sa cosa lo aspetta. Come ho scritto agli inizi, i politici sono impossibilitati a distinguere tra i propri strumenti ed i propri antagonisti.
  • Hai dato un bel senso a tutto!!
    Purtroppo la violenza aumenta, spesso senza senso, e si palpa con mano.
    Ora resta da capire chi è quello che si mette in sella, dato che "non si vede".
  • luigiza
    "Finche’ non arriva un uomo-mito particolare: quello privo di inibizioni verso la violenza."
    e poco più sotto:
    "Non vi illudete, perche’ il momento e’ vicino.

    Il prossimo leader “anti-sistema” non fara’ piu’ politica. Non fara’ nemmeno anti-politica.

    Si limitera’ ad uccidere."

    Uriel cosa le sta succedendo ? Dove é finito il suo ottimismo ?
  • Questo E' ottimismo. :)
  • A tuo avviso le persone colpite saranno quelle "giuste", eh?

    Comunque:

    > e non solo: spesso impegnati nella via della solitudine, al solo scopo di evitare le relazioni con gli altri.

    Ahi. Questo mi ha toccato.
  • A tuo avviso le persone colpite saranno quelle "giuste", eh?
    -----

    Nel soccombere c'e' una forma di colpevolezza.
  • luigiza
    Davvero ?
    Allora ha di gran lunga superato quello del Benettazzo, vedi http://www.eugeniobenetazzo.com/tagli_e_dettagl...

    Comunque il sottoscritto é ben più avanti di entrambi convinto ormai da tempo che la gran mattanza prossima ventura non solo é inevitabile ma necessaria.
  • residuo
    Beh, intanto speriamo che non vada come dici te Uriel. Tocchiamoci.

    In ogni caso, non ti pare che la situazione che hai descritto, ovvero popolo "depresso", che scivola verso la povertà e che aspetta l'uomo-mito, si possa attualmente ritrovare in altri paesi, per esempio gli USA? Anche lì sono a rischio?
  • No, non hanno mai seminato volutamente il pessimismo, anzi. Sono convinti di potere tutto. Loro si avviano ad una classe politica sempre piu' impreparata.
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  • November 28, 2009 at 11:52 Uriel Fanelli
    In questi giorni sto scrivendo parecchio di politica perche’ stanno iniziando a nascere i germogli di eventi molto violenti. Come capita in queste situazioni, tutti quelli che hanno un avversario si illudono che la violenza colpira’ principalmente l’avversario, e non si rendono conto del limite intrinseco dei potenti. Nessuno potente, infatti, sa distinguere tra un [...]

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